top of page

Devlin: Un giorno nel passato

  • Immagine del redattore: N.J. Lysk
    N.J. Lysk
  • 3 gen
  • Tempo di lettura: 3 min

Questa breve scena si svolge prima degli eventi narrati in "I Rituali di accoppiamento dei lupi mannari" e non contiene spoiler.


Più tardi sarebbe sembrato strano. O forse non è esatto; sembrava strano anche allora. Le luci accecanti ovunque, il frastuono di tutto ciò che facevano gli umani, e la libertà.

Ero passato dalla mia vita vera, circondato dalla famiglia e dal branco, protetto ma anche limitato dal loro amore e dalle loro aspettative, alla libertà. Almeno, era così che la pensavo: ero libero, potevo fare qualunque cosa volessi e, per la prima volta nella mia vita, nessuno stava a giudicare se fosse un comportamento appropriato per un omega oppure no.


Il sesso era già incredibile di per sé: la vicinanza, il disordine, le risate condivise per quanto fossero assurdi e meravigliosi i nostri corpi. Mi ero concesso non solo a Yang, ma anche ad un paio di altri ragazzi prima di incontrare Dan. Quindi, per gli standard di un giovane ragazzo inglese, ero quasi del tutto inesperto. La notte in cui ci siamo incontrati, Dan mi sorprese tirando le cose per le lunghe, quando ormai mi ero abituato a proposte spinte dopo pochi minuti di conversazione. Era a suo agio con se stesso, come se sapesse esattamente cosa voleva, e continuava a mostrarmi la gola semplicemente per il fatto di essere più basso di me, oppure…Il mio lupo pensava che fosse sottomissione. Il mio lupo adorava che fosse sottomissione.


Io no, o almeno non volevo. Volevo un partner alla pari, ovviamente. Anche se non ero disposto a fare da passivo per nessuno, nella mia testa aveva comunque senso: le posizioni e le preferenze sessuali non cambiavano chi eri come persona, dopotutto. Erano solo stronzate da alpha, e lo sapevo.


I Rituali di Accoppiamento dei Lupi Mannari
€5.99
Acquista

Ma mi faceva comunque un certo effetto vedere Dan che mi guardava dal basso attraverso le ciglia, la bocca bellissima piegata in un mezzo sorriso mentre parlava di andare al Pride con poco più che del body paint addosso. Mi leccai le labbra, inspiegabilmente attratto da quell'immagine. Ero cresciuto in un mondo in cui la nudità era una cosa normale: non guardavi, ma prima o poi avevi visto nudo chiunque conoscessi. Lui però lo faceva sembrare audace — e per gli umani lo era — e a me piaceva il suo coraggio, anche se stava superando una barriera che io nemmeno riuscivo a vedere.


Alla fine, fui io a fare un passo avanti e colmare la distanza tra noi, appoggiando una mano al muro dietro di lui per sostenermi. Lo guardai dall’alto, lasciando che il calore dei nostri corpi crescesse tra noi e che il mio respiro gli sfiorasse il viso. Le sue labbra erano socchiuse, gli occhi scuri, fissi su di me; il suo cuore batteva all’impazzata e quando gli misi un dito sotto il mento e glielo sollevai, si lasciò andare contro il muro. La pelle morbida della sua gola fu la prima parte di lui che assaggiai, tremando insieme a lui al contatto.


Sussurrò il mio nome quando mi scostai con un'ultima leccata, inghiottendo il suo sapore e inalando il suo profumo: muschio, sudore e sandalo. Era ansimante, arrossato e docile, sembrava un banchetto che avrei potuto divorare a mio piacimento. E io volevo lui, sì, ma volevo anche quello. La facilità con cui accettava ciò che desideravo senza domande né preconcetti, il fatto che non gli venisse nemmeno in mente di mettere in discussione l’uomo che ero.


In quella stanza gli omega non esistevano; non potevano mettersi tra noi. Non potevano portarmi via ciò che ero.


Dan non sapeva cosa significasse tutto questo, né cosa fossi io, ma perché avrebbe dovuto importare? Mi voleva, e amava quello che gli facevo. Cos’altro poteva essere più vero di così?


Mi avventai di nuovo su di lui, prendendogli la bocca in un bacio profondo e bagnato, forse un po’ rude, ma le sue dita erano nei miei capelli a tirarmi più vicino. C’era approvazione nell’arco della sua schiena, nel suo cazzo duro contro la mia coscia, e nei piccoli respiri spezzati che mi regalava ogni volta che mi strusciavo contro di lui.

Girò il viso per primo, ridendo e ansimando in cerca d'aria, e quando mi guardò, lo stupore nella sua espressione mi tolse il respiro. «Dovresti provare a nuotare,» scherzò, il petto che si sollevava contro il mio. «È come se non avessi bisogno di respirare.»


Deglutii e gli risposi con una battuta, sforzandomi di sorridere. Dovevo solo stare un po’ più attento, tutto qui, e quando avrei avuto il suo cazzo in bocca di certo non si sarebbe messo a discutere della mia capacità polmonare, no?


Per la storia completa di Devlin, puoi iniziare dal libro 1 della trilogia I lupi mannari di Windermere.


Nel Cuore Degli Alpha
€4.99€4.49
Acquista

Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione

Follow

Due to the nature of digital downloads, all sales are final.

For any issues, the author can be reached via email and will do their best to resolve the problem.

bottom of page